Sorridi, sai? Dicono che sei più bella. 
Io mi sento più bella, si, ma interiormente, nel mio animo. 
Mi sento più bella nella mia anima. 
Perché, sapete, quando rido dimentico in quel momento tutti i pensieri che affollano la mia mente, belli o brutti quali siano. 
Dimentico te, dimentico gli altri, dimentico tutto. 
Dimentico quelle giornate ” no “, dimentico i miei problemi. 
Perciò io preferisco di gran lunga ridere, mi fa sentire meglio. 
E credetemi, non c’è niente di meglio che sentirsi bene con se stessi, davvero. 

( -via tempestadentroquietefuori )

Sorridi, sai? Dicono che sei più bella.
Io mi sento più bella, si, ma interiormente, nel mio animo.
Mi sento più bella nella mia anima.
Perché, sapete, quando rido dimentico in quel momento tutti i pensieri che affollano la mia mente, belli o brutti quali siano.
Dimentico te, dimentico gli altri, dimentico tutto.
Dimentico quelle giornate ” no “, dimentico i miei problemi.
Perciò io preferisco di gran lunga ridere, mi fa sentire meglio.
E credetemi, non c’è niente di meglio che sentirsi bene con se stessi, davvero.

( -via tempestadentroquietefuori )

Certe volte mi domando se sono davvero così insensibile.
Non piango mai.
Che sia per una persona, un amore o un film.
Raramente succede.
Forse la realtà è che sono forte, però io così tanto forte non mi sento, o almeno non tanto da come appaio.
Mille nodi in gola e zero lacrime.
Forse la realtà è un’altra.
Sono così fragile e sensibile che non lo do a vedere, perché non mi va di apparire debole agli occhi degli altri. Non mi va proprio.
promettimiditornare
Augustus Waters era un bastardo che adorava autocelebrarsi. Ma noi lo perdoniamo. Lo perdoniamo non perché avesse un cuore buono in senso figurato quanto quello autentico faceva schifo, non perché ne sapesse di più su come si tiene una sigaretta in bocca di qualunque altro non fumatore della storia, non perché ha ottenuto la sorte di vivere diciotto anni quando avrebbe dovuto viverne di più. – Diciassette
– Sto dando per scontato che tu abbia ancora un po’ di tempo, bastardo rompiballe.
– Credetemi – ha ripreso, – Augustus Waters parlava così tanto che sarebbe stato capace di interrompervi al suo stesso funerale. Ed era presuntuoso: buon Gesù, quel ragazzo non si faceva mai una pisciata senza meditare sulle abbondanti risonanze metaforiche dello spreco di liquame umano. Ed era anche vanitoso: non credo di aver mai incontrato una persona fisicamente attraente tanto consapevole di esserlo. Ma vi dico questo: quando gli scienziati del futuro si presenteranno alla mia porta con gli occhi robotici e mi diranno di provarli, io dirò a quegli scienziati di sparire, perché non voglio vedere il mondo senza di lui.
Colpa delle stelle, John Green (via untrenochepassa)

Perché non voglio vedere il mondo senza di lui

(via promettimiditornare)